All’indomani di un fatto eclatante come quello dell’uscita della Gran Bretagna dall’ Europa sono tante le domande da porci e le riflessioni da fare.
Noi riteniamo che sia necessaria non meno Europa, come troppi proclamano, ma l’esatto contrario. È arrivato il momento di capire che all’Europa serve ben altro, e stavolta in modo netto e chiaro: serve la volontà di creare un percorso comune e condiviso, serve un’unione non solo economica ma anche in termini di civiltà, di cultura, di politica. L’allarmismo all’indomani della votazione Inglese è alle stelle e in molti si domandano cosa accadrà oggi, ora che siamo un po’ più piccoli e un po’ più fragili, ma ancora perfettamente in tempo a dimostrarsi all’altezza di una sfida storica. Una sfida che davvero non possiamo perdere.
Mercati in crisi, sterlina ovviamente in calo, Cameron che si dimette e Farage che esulta. Questo è il panorama. Il rischio più grande è l’esasperarsi della spinta nazionalista.Ii leader populisti infatti, capitanati da Le Pen in Francia, annunciano di voler ripetere l’esperienza referendaria nei loro paesi, e anche Salvini non da meno chiede di non esser gli ultimi a farlo.
In Italia siamo tra coloro che rischiano meno dall’ uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, questo secondo l’agenzia di rating statunitense Standard & Poor’s che ha calcolato l’indice di esposizione all’uscita basato su fattori come esportazioni di beni e servizi verso il Regno Unito in relazione al Pil nazionale, flussi bidirezionali di emigrazione, crediti del settore finanziario e investimenti stranieri; dobbiamo per questo mantenere la calma senza creare psicodrammi, ma al contempo interessarci in maniera forte a quello che non va dell’Europa, cercando quelle risposte concrete che i cittadini si aspettano dall’Unione e intervenendo su quei settori che generano crisi e disaffezione nei cittadini.
Rispondiamo con un’ esortazione secca e netta al restare sempre più uniti e forti in Europa, quell’Europa che le generazioni del domani sognano e nella quale credono, probabilmente perché più di altri sanno viverne sulla pelle con naturalezza le ricadute. In questo senso è significativo il voto dei giovani inglesi, che hanno scelto senza se e senza ma di restare: purtroppo le generazioni anziane hanno scelto per le generazioni a venire, creando una svolta che condizionerà il futuro dei loro nipoti, ma proprio per questo non dobbiamo fermarci dal credere nel sogno Europeo dei mercati liberi, della cultura che circola, della pace e dell’uguaglianza.
Abbiamo bisogno di Europa, vera e riconoscibile, tangibile. Ne abbiamo bisogno adesso.


Segretario PD Pistoia, Riccardo Trallori

Responsabile Europa PD Pistoia, Mirco Esposito