L’estinzione della Comunitá Montana Appenino Pistoiese, l’unica in Toscana a non essere stata trasformata in Unione speciale di Comuni, fa molto riflettere sulla situazione in cui essa si trova dal punto di vista finanziario e organizzativo e sulle relative gravi deficienze. In questi mesi gli amministratori regionali e locali del Pd, anche tramite un intervento normativo ad hoc che protraeva i termini per la trasformazione, si sono prodigati per scongiurare questo esito ma la situazione organizzativa e finanziaria dell’ente, a maggior ragione in un periodo come questo, ha reso nostro malgrado necessario mettere un punto definitivo su questa esperienza per aprire una nuova fase. Alla Provincia, quale ente commissariante, spetta dunque un intenso e delicato lavoro a cui si deve aggiungere quello imprescindibile, svolto dalle autorità competenti, riguardante l’ammanco nel bilancio e l’accertamento di tutte le relative responsabilità.

Rinnoviamo l’invito ad accertamenti approfonditi e celeri rispetto al come si è determinato questo ammanco, di cui occorre quantificare la consistenza effettiva al di là dell’ordine di grandezza delle cifre. I cittadini chiedono giustamente di conoscere come si é determinata una situazione cosi grave senza inutili strumentalizzazioni politiche, che sarebbero molto facili se si pensa al percorso politico di chi ne ha beneficiato.
L’estinzione della Comunità Montana non può però significare la fine di un governo unitario del territorio montano, anzi c’é da accelerare su questo.

La costituzione dell’Unione dei Comuni è dunque imprescindibile in tempi brevi, affinchè ad essa vengano conferite funzioni da svolgere in forma associata e, tramite le modalità più opportune concesse dalla legge, anche alcune di quelle più rilevanti che finora appartenevano alla disciolta Comunitá Montana.
Se l’Unione dei Comuni si pone anche come una risposta immediata e necessaria secondo le leggi vigenti, la prospettiva di medio e lungo termine è quella del Comune unico della Montagna pistoiese. Questo è l’orizzonte verso cui tendere e rispetto al quale é il momento di superare remore e timidezze. Ce lo impone la situazione economica e della finanza pubblica, per non disperdere risorse ma concentrarle per una maggiore qualità dei servizi e per gli investimenti in opere pubbliche.

Il Pd ha lanciato per primo l’idea del Comune unico e, essendo una questione istituzionale e non solo politica, auspica una larga convergenza delle forze economiche e sociali in questa direzione per iniziare quanto prima il procedimento che si concluderà, come prevede la legge, con il coinvolgimento diretto dei cittadini dei quattro territori interessati tramite il referendum. Se la vicenda dell’ammanco è una brutta pagina non solo per la montagna ma anche per la credibilità della pubblica amministrazione, è il momento di voltare pagina con uno scatto in avanti che metta al centro il futuro dei cittadini e lo sviluppo di un territorio sempre più omogeneo.

Marco Niccolai

segretario provinciale Pd Pistoia
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